martes, 23 de marzo de 2010

JURADO MOVING BOOKS - GIURIA MOVING BOOKS

Vista la cantidad de libros recibidos para el concurso-exposición MOVING BOOKS, la selección se hará en la mitad de Abril 2010, para examinar detenidamente todo el material pervenido.
Gracias de antemano por la vuestra partecipación y entusiasmo!

Vista la quantità di materiale ricevuto per il concorso-esposizione MOVING BOOKS, la selezione si fará per la metá di Aprile 2010, per poter cosí esaminare attentamente tutto il materiale inviato.
grazie a tutti per la partecipazione e l'entusiasmo!

El jurado estará compuesto por:
La giuria:

- IGNASI BLANCH, ilustrador y profesor de ilustración
www.ignasiblanch.cat

- RICARDO RENDÓN, librería Abracadabra

- JULIA PELLETIER, ilustradora y organizadora del Festival de Llibros Ilustrados "Como Pedro por mi casa"
www.juliapelletier.com

- LLUÍS FARRÉ, ilustrador y escriptor
http://llfarre.blogspot.com

- ROBERTA BRIDDA, Ilboscoblu, ilustradora y profesora de cursos de ediciones experimentales
www.robridda.com


Gianni Rodari alla Fiera del Libro per Ragazzi 2010

A ragione una mostra dedicata alla grande figura di Gianni Rodari
...
L’attualità dell’opera di Rodari è uno dei principali fili conduttori dell’edizione 2010 della Fiera del Libro per Ragazzi.Non poteva essere diversamente perché oltre al novantesimo anniversario della nascita (1920 a Omegna) e il trentennale della morte (1980 a Roma), il 2010 è anche il quarantennale dell’assegnazione a Rodari dell’H.C. Andersen Award (1970 a Bologna), il più prestigioso riconoscimento per scrittori di libri per ragazzi.

http://www.bolognachildrensbookfair.com/programma/gianni_rodari

In questo sito c'é del materiale su Rodari molto interessante
http://www.indire.it/Rodari/studio/index.htm

Scrivere oggi per i bambini

Scrivere significa in primo luogo scrivere per se stessi; ma scrivere per i bambini non significa scrivere per se stessi. Significa, per usare un paragone musicale, usare uno strumento particolare e non tutta l’orchestra. Usare una chiave e non tutte le chiavi. Vorrei cominciare parlando di qualche caso che conosco (per esempio del mio), non per fare dell’autobiografia, ma per partire da dati precisi. Intorno al ’49-50 ero già un giornalista abbastanza contento della sua condizione. Lavoravo in un giornale nazionale a Milano. Avevo la qualifica di inviato ed ogni seria intenzione di fare di quel lavoro il perno della mia vita. Ero già sulla trentina, da un pezzo non ero più un ragazzino. Ed ecco che un giorno il direttore del quotidiano decide di dedicare una pagina domenicale ai bambini. Chiesero a me di fare questo angolo per i bambini. Ero il solo ad aver fatto, anni addietro, il maestro di scuola e questo era l’unico titolo che suggeriva quella scelta. Avevo anche una certa predisposizione per i pezzi brillanti di fantasia o di umorismo. Cominciai così a pubblicare settimanalmente filastrocche e raccontini per i quali ritrovavo il mio gusto giovanile dei surrealisti francesi letti da studente in biblioteca. Quasi subito incominciarono ad arrivare lettere di bambini che chiedevano filastrocche per il padre tranviere, per il padre vigile urbano, per il padre impiegato e così via.Le filastrocche nascevano, per così dire, dalla mano sinistra, ma mi divertiva inventarle tenendo conto delle due condizioni di cui non potevo non avvertire il significato: la prima che l’angolo per i bambini non appariva in un giornale per bambini ma in un quotidiano nazionale assai impegnato e socialmente vicino alle classi popolari; la seconda che l’angolo diventava sempre più un dialogo in diretta con i bambini. Non una cosa fatta a tavolino, ma in presa diretta con i lettori, i bambini e le loro famiglie. Non sono, dunque, arrivato ai bambini dalla strada della letteratura, ma da quella del giornalismo; tanto è vero che ho continuato anche dopo a fare il giornalista. Nel ’50 fui praticamente costretto, anche se non del tutto convinto, a dirigere un settimanale per bambini e ragazzi e per caratterizzarlo, inventai una serie di personaggi che conoscevo bene dai tempi in cui, da cronista, avevo frequentato quotidianamente i grandi mercati di Milano per studiare i prezzi delle patate, del pesce, della carne, per occuparmi dei problemi della spesa delle famiglie. Cosi nacquero dei personaggi come Cipollino, Pomodoro, le contesse del Ciliegio, Pero Pero, mastro Uvetta ecc. In quel periodo una casa editrice mi propose di pubblicare un volumetto delle mie filastrocche e mi propose di scrivere un libro, un romanzo addirittura, sui personaggi che avevo inventato per un libro diverso: Cipollino e Pomodoro. L’idea mi divertì. Preparai una scaletta (lo scheletro del racconto) presi un mese di ferie e fui ospitato da un contadino nella campagna modenese dove in un mese feci la prima stesura. La mattina mi svegliavano all’alba. La figlia del contadino bussava alla porta: " Dai, Gianni, che sei qui per lavorare, mica per dormire! ". La massaia mi chiedeva sempre a che punto fossi arrivato. La mattina che le dissi che ero arrivato a pag. 100, festeggiammo con i vicini e con i bambini.
Così nacquero i primi due libri non a tavolino ma in un contesto ricco di stimoli a diretto contatto con la realtà, con la piena libertà di usare la fantasia. Insomma, ho scoperto così un po’ per caso un lavoro appassionante che mi metteva decisamente dalla parte dei bambini. Negli anni seguenti questo scrivere divenne sempre più uno scrivere in mezzo ai bambini, con i bambini, giocare con loro, mescolare le immagini della mia fantasia con le immagini della loro fantasia.Così ho preso l’abitudine di procedere, nel fare nuovi libri, per tre tappe: prima, raccontare a voce ai bambini nelle scuole o dove potevo incontrarli le storie che mi venivano in mente; sceglievo bambini diversi, classi e scuole dislocate nelle varie città italiane. Seconda tappa: constatato che l’oggetto poteva funzionare, che non era lessico familiare limitato al mio rapporto con un bambino o con un gruppo, allora passavo alla stesura scritta e qui prendeva sempre più piede lo studio dei meccanismi della fiaba e del racconto, la riflessione sull’immaginazione e sugli scrittori che sentivo più vicini da Palazzeschi a Zavattini. Terza tappa: dare lima, con la lettura ai bambini, prima che la pagina diventasse testo stampato. Portavo nelle scuole queste cose stando attento alle reazioni dei bambini. Anche i bambini sono critici letterari. Più che ai loro giudizi bisognava stare attenti alle loro reazioni. Se mentre io gli leggo la storia si voltano a parlare dall’altra parte significa che la storia non gli interessa; se si distraggono nel momento in cui secondo me dovrebbero ridere, vuol dire che la battuta non funziona quindi il meccanismo va studiato meglio. Così sono venuto elaborando tecniche inventive, materiale di funzionamento della fantasia che una volta fui invitato ad esporre ad alcuni insegnanti di scuola materna. Così, non a tavolino, ma nel contesto di questa esperienza a contatto con gli insegnanti, è nato il mio libro Grammatica della fantasia. Credo che l’aspetto più importante del tipo di lavoro che sono venuto rapidamente esponendo sia stata la conquista di un modo di scrivere, per i bambini, in presa diretta con il loro mondo mutevole. Ciò mi permetteva di cambiare e aggiornare le mie opinioni sui bambini, sulla scuola, sul mondo, insomma di rifare continuamente i miei studi, di farmi rieducare continuamente dai bambini.Mi sono trovato senza averlo programmato ne’ desiderato sullo scaffale della letteratura dell’infanzia. C. Dickens teneva scritta sulla sua scrivania una massima che dice: " Fa bene quel che ti capita di fare ". Ho cercato anch’io di obbedire a questa massima senza sentirmi offeso, non considerando che scrivere per bambini significava essere di serie B o in un ghetto. I bambini non sono esseri umani di serie B, ma per secoli e millenni sono cresciuti separati, senza diritti, sconosciuti, insomma in un ghetto. Ma ne stanno uscendo. Da qualche tempo li ha scoperti la pedagogia poi li ha scoperti la psicologia, la pediatria, la pubblicità, l’industria (giocattoli, prodotti alimentari ecc.). I bambini sono diventati in realtà più importanti. Per la psicanalisi sono diventati addirittura la chiave per capire gli adulti, per interpretare i comportamenti sociali. Per ultima è arrivata anche l’ONU, prima emanando una carta dei diritti infantili, poi programmando l’anno del fanciullo. Personalmente credo che i bambini abbiano diritto non a un anno di attenzioni, di problemi, di esposizioni, di mostre, ma alla attenzione permanente e crescente di ogni giorno, di ogni anno, in ogni paese. Allora io credo che ogni anno è anno del bambino. Allora mi sta bene l’anno dei bambini.
Il bambino è una scoperta recente. Nelle società primitive era un cucciolo che acquistava il suo nome solo nell’adolescenza dopo cerimonie di iniziazione, anche dopo riti spaventosi. Nelle società antiche era proprietà del padre come i mobili e gli animali. Nel Medioevo era proprietà del feudatario. Prima del bambino l’Europa rivoluzionaria del ’700 ha scoperto il buon selvaggio e solo dopo il bambino, quando si ha avuto bisogno della mano d’opera infantile per far funzionare le filature, le tessiture, le miniere di carbone in Inghilterra. Il bambino è stato operaio, è stato lavoratore della terra prima che scolaro. La scuola per tutti è nata in Europa nell’800, quando l’industria aveva bisogno di una manodopera qualificata, capace, almeno, di leggere il nome delle macchine e di interpretare le istruzioni per farle funzionare e i regolamenti. Prima, della scuola per tutti non c’era stato bisogno. E sono stati popoli analfabeti ad inventare la ruota, il linguaggio, l’agricoltura, la metallurgia. Sono stati schiavi analfabeti a costruire le piramidi. Legionari analfabeti a conquistare le Gallie. Servi della gleba analfabeti a lavorare per i grandi signori del Medioevo. L’alfabeto e la cultura sono stati per secoli monopolio di un'élite dominante. Anche le grandi letterature sono nate e hanno prodotto capolavori in società nelle quali la maggioranza dei bambini era soltanto riserva o allevamento di manodopera.
Per quanto riguarda il nostro paese è certo un fatto: la letteratura italiana è nata e si è sviluppata dentro e intorno alle corti signorili: grandi centri di civiltà e cultura sparsi per tutta la penisola. E da queste origini ha tratto e conservato caratteri aristocratici che in parte conserva ancora oggi. La tradizione aulica, non popolare, è stata dura a morire. Essa continua ad agire, tanto che letterati e critici definiscono per inferiori, circondandola di mura di silenzio, la letteratura che chiamano amena, anche se per tanti anni è stata la sola ad arrivare a tutti: giallo, fantascienza, fumetto, cinema, televisione o il libro per bambini. Queste mura, però, si sono rotte in più punti. Per il cinema e per la TV lavorano anche scrittori. Racconti per bambini li hanno scritti anche Moravia e Compagnone. Ai fumetti si interessano anche Oreste del Buono e Umberto Eco. Qualcosa ci hanno guadagnato anche i bambini. Ma non ancora tutto quello a cui avrebbero diritto. I bambini sono pazienti. Nell’800 hanno cominciato a andare a scuola e a consumare libri scolastici. In questi libri si esprimeva soprattutto la pedagogia delle classi dominanti insegnando le virtù necessarie: l’obbedienza, il risparmio, la capacità di sopportare sacrifici ecc. Quanto bastava, insomma, perché crescendo restassero lontani dai sindacati, dalle prime cooperative operaie, dalle società di mutuo soccorso. Ma in quei libri, pian piano, si sono andate infilando le fiabe popolari. Collodi traduce dal francese le fiabe di Perrault e qualche anno dopo mette da parte i programmi scolastici e degli editori per dare vita al suo Pinocchio: il più grande frutto contemporaneo della fiaba classica. Nel Pinocchio rivivono le antiche fiabe toscane, francesi, quelle dei fratelli Grimm e di Andersen. Da Pinocchio in poi il libro per bambini ha cominciato a vivere in Italia non all’ombra della scuola, ma in presa diretta con le esigenze infantili, con la fantasia infantile, con le fantasticherie della crescita, con il desiderio di avventura dei giovani lettori. Ecco insomma, il bambino, conquistare il primo piano, diventare lui l’interlocutore fuori delle mediazioni della pedagogia. Però non dimentichiamo che il maggiore filosofo del nostro tempo, Benedetto Croce, ebbe a negare una volta la legittimità dell’esistenza di una letteratura per l’infanzia. " I bambini scelgono negli scaffali i libri italiani che loro riescono ad adattare e quelli sono i libri per bambini. Ma una letteratura per l’infanzia non esiste ". Questo poteva essere vero per lui. Chi nasce in una casa piena di libri e gli viene data libertà di movimento, può andarsi a scegliere l’Orlando Furioso o il Don Chisciotte o il Robinson Crusoe o qualsiasi altro libro che possa diventare, magari ridotto, un libro per ragazzi. Croce, in fondo, teorizzava un fatto compiuto. Teorizzava il fatto che quando Pinocchio è uscito e pochi anni dopo egli scriveva quella frase, la maggioranza dei bambini italiani non aveva libri. Aveva in mano attrezzi da lavoro. Oggi invece questo discorso cambia. Del resto basta guardare lo scaffale dei libri per bambini e per ragazzi, per misurare l’altezza della liberazione che è toccata al libro per bambini rispetto alla letteratura edificante del primo ’800, rispetto al libro scolastico. I tratti importanti di quello scaffale sono oggi, a mio modo di vedere, tre: le fiabe, le avventure, la divulgazione scientifica con le relative suddivisioni (fiabe classiche e contemporanee, avventure tradizionali e di fantascienza, la divulgazione storica, geografica, tecnica e matematica). Per quello che riguarda la fiaba sento levarsi voci discordi. C’è chi si attarda a denunciarne i contenuti come se le fiabe fossero nate dalla pedagogia anziché dalla vita millenaria dei popoli. C’è chi ne suggerisce il rilievo psicanalitico. Ma le fiabe non sono nate a tavolino da sentori individuali, ma dalla elaborazione collettiva di popoli e generazioni enormemente distanti tra loro. C’è chi rimpiange la fiaba come qualcosa che non esiste più o quasi e c’è chi annuncia addirittura la fine della dimensione fantastica sia dei bambini che degli autori. Io a questo punto ci andrei piano. Non sono mai stati stampati tanti libri di fiabe come oggi. Non hanno mai circolato in Italia, come circolano oggi, fiabe di tutti i paesi (europei, africani, asiatici, sudamericani). La più grande raccolta italiana di fiabe popolari, tradotte dai vari dialetti, ha preso vita recentemente sotto i nostri occhi: sono le fiabe di Calvino. Noi non abbiamo avuto i nostri fratelli Grimm nell’800, abbiamo avuto Calvino pochi anni fa. La fiaba non sta morendo e non è mai vissuta più di adesso. Se cinquanta o cento anni fa le fiabe erano lette e gustate soltanto da un certo numero di bambini, oggi, con la scolarizzazione di massa e l’elevamento di livello di vita popolare, hanno conquistato un numero assai più largo di lettori e di ascoltatori.

LAS ILUSTRACIONES EN LA LITERATURA INFANTIL

Muy interesante este artículo de Víctor Montoya
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El ilustrador debe conocer el desarrollo senso-motriz de la infancia, con el fin de entender la actividad creativa propia del niño; es más, debe saber que cuando un niño tiene un lápiz en la mano, lo primero que hace son líneas sin convicción hasta darle una forma redonda, a la cual sólo le falta tres puntitos para que represente el rostro humano, pues los ojos y la boca son órganos a los cuales el niño atribuye muchísima importancia. Luego de los ojos y la boca, dibuja los brazos y las piernas, consistentes en dos rayitas verticales y horizontales. Posteriormente, éstas líneas difusas toman forma más estilizada y realista, a pesar de que muchos niños, a la edad de ocho años, siguen haciendo composiciones abstractas y expresionistas que, para un adulto, son de difícil comprensión, o como diría Pablo Picasso: imitar los seres y las cosas resulta muy sencillo para el pintor, lo difícil es imitar la creatividad de los pequeños pintores.
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http://www.leemeuncuento.com.ar/ilustraciones.html

domingo, 15 de noviembre de 2009

Convocatoria exposición y concurso de libros en movimiento



Exposición y concurso de libros en movimiento

Il Bosco Blu (blog sobre el libro ilustrado, libro de artista y ediciones artesanales) coordinado por Roberta Bridda, en colaboración con la Librería Abracadabra e Ignasi Blanch les comunican la convocatoria de la exposición y concurso de libros ilustrados en movimiento para la primavera del 2010.

Objeto de la convocatoria: todo tipo de libro hecho a mano, editado artesanalmente, de ejemplar único o de pequeño tiraje, que lleve algún tipo de movimiento de las imágenes en la portada o en su interior: flip-books, pop-up, libros teatro, libros rollo, libro con solapas y efectos visuales de movimiento etc.
Las imágenes pueden ser ilustraciones originales, fotografías, grabados y cualquier otro tipo de representación visual, para un público adulto y/o infantil. Los libros pueden tener unas dimensiones máximas de 30 x 30 x 30 cms.

Premios: los premios, compuestos por libros de ilustración, se dividirán en 4 categorías:
Premio mejor Flip book
Premio mejor Libro en movimiento
Premio Libro Curioso
Premio Objeto Sensible

Término: Los libros se tendrán que entregar, personalmente o por correo, antes del 28 de febrero de 2010 en la Librería Abracadabra, C/Gral. Álvarez de Castro 5 - 08003 Barcelona (Tel./fax: 933101410).

Inscripción: Para participar en la exposición y en el concurso, en concepto de inscripción, se abonarán 10 euros para las gestiones del evento y su propaganda. Se puede pagar con giro postal o transferencia bancaria o también abonando la cuota personalmente en la librería.

El fallo del jurado de los premios y los libros seleccionados para la exposición se hará público en marzo 2010 en la página web de Abracadabra y en el blog Il Bosco Blu.

Jurado: El jurado estará formado por profesionales y expertos del mundo de la ilustración y de la edición artesanal.

En mayo 2010 se inaugurará la exposición en la Librería Abracadabra y se entregarán los premios establecidos por el jurado.
Las obras premiadas y las seleccionadas se expondrán en la librería Abracadabra durante un mes. El envío de las obras será a cargo de los autores, así como su devolución contra reembolso. Se recomienda utilizar un embalaje reutilizable para su devolución.
La organización no se hace responsable de posibles deterioros o pérdidas que pudieran suceder durante los envíos y la exposición.
La participación en esta convocatoria supone la aceptación de las bases.

Si quieres más información o tienes cualquier duda sobre el evento puedes escribir a: ilboscoblu@gmail.com o llamar el número +34 687 797870 (Roberta)

Barcelona, setiembre 2009
Organizado por:
Roberta Bridda www.ilboscoblu.blogspot.com
Ricardo Rendon www.abracadabrallibres.es
Ignasi Blanch www.ignasiblanch.cat

Páginas web sobre libros en movimiento, su historia y muestras para aprender a hacerlos:

www.flipbook.info
www.popupbooks.com
www.robertsabuda.com/popmakesimple.asp
www.library.unt.edu/rarebooks/exhibits/popup2/
http://librospopup.blogspot.com/

Exposició i concurs de llibres en moviment

Il Bosco Blu (blog dedicat al llibre il·lustrat, llibre d’artista i edicions artesanals) coordinat per Roberta Bridda, en col·laboració amb la Llibreria Abracadabra i Ignasi Blanch els comuníquen la convocatoria de l’ exposició i concurs de llibres il·lustrats en moviment per la primavera del 2010.

Objecte de la convocatòria: tot tipus de llibre fet a mà, editat artesanalment, d’exemplar únic o de petit tiratge, que porti algun moviment de les imatges en la portada o en el seu interior: flip-books, pop-up, llibres teatre, llibres rotllo, llibre amb solapes i efectes visuals de moviment etc.
Les imatges poden ser il·lustracions originals, fotografies, gravats i qualsevol altre mena de representació visual, per un públic adult i/o infantil. Els llibres poden tenir unes dimensions màximes de 30 x 30 x 30 cms.

Premis: els premis estaran composats per llibres d’il·lustració i es dividiran en 4 categories:
Premi millor Flip book
Premi millor Llibre en moviment
Premi Llibre Curiós
Premi Objecte Sensible

Termini: Els llibres s’hauran d’entregar, personalment o per correu, abans del 28 de febrer de 2010 a la Llibreria Abracadabra, C/Gral. Álvarez de Castro 5 - 08003 Barcelona (Tel./fax: 933101410).

Inscripció: Per participar a l’exposició i al concurs, en concepte d’inscripció, s’abonaran 10 euros per les gestions del esdeveniment i la seva propaganda. Es pot pagar amb gir postal o transferència bancària així com abonant la quota personalment a la llibreria.

La decisió del jurat dels premis i els llibres seleccionats per l’exposició es publicarà el proper mes de març 2010 a la pàgina web de Abracadabra i en el blog Il Bosco Blu.

Jurat: El jurat estarà format per professionals i experts del món de l’il·lustració i de l’ edició artesanal.

Durant el maig 2010 s’inaugurarà l’exposició a la Llibreria Abracadabra durant la qual s’ entregaran els premis establerts pel jurat.
Les obres premiades i les seleccionades s’exposaran a la llibreria Abracadabra durant un mes.
L’enviament de les obres serà a càrrec dels autors, així com la seva devolució contra reembors. Es recomana utilitzar un embalatge re-utilitzable per la seva devolució.
L’organització no es fa responsable dels possibles deterioraments o pèrdues durant el procés d’enviaments i/o d’exposició.
La participació a aquesta convocatòria significa l’acceptació de les bases.

Si vols més informació o tens qualsevol dubte pots escriure a: ilboscoblu@gmail.com o trucar el número +34 687 797870 (Roberta)

Barcelona, setembre 2009
Organitzat per:
Roberta Bridda www.ilboscoblu.blogspot.com
Ricardo Rendon www.abracadabrallibres.es
Ignasi Blanch www.ignasiblanch.cat



Pàginas web de llibres en moviment, la seva història i exemples per aprendre a fer-los:

www.flipbook.info
www.popupbooks.com
www.robertsabuda.com/popmakesimple.asp
www.library.unt.edu/rarebooks/exhibits/popup2/
http://librospopup.blogspot.com/


Esposizione e concorso di libri in movimento

Il Bosco Blu (blog sul libro illustrato, il libro d’artista e le edizioni artigianali) coordinato da Roberta Bridda, in collaborazione con la Libreria Abracadabra e Ignasi Blanch convocano la prossima esposizione e concorso di libri illustrati in movimento per la primavera del 2010.

Oggetto del bando: tutti i tipi di libri fatti a mano, pubblicati artigianalmente, esemplari unici o di piccola tiratura, che contempli qualche tipo di movimento nella copertina o al suo interno: flip-books, pop-up, libri teatro, libri rotolo, libri con frange ed effetti visivi di movimento ecc..
Le immagini possono essere illustrazioni originali, fotografie, incisioni e qualsiasi altro tipo di rappresentazione visiva, per un pubblico adulto e/o infantile. I libri possono essere di misura massima 30 x 30 x 30 cm.

Premi: i premi, in libri d’illustrazione, sono divisi per categorie:
Premio miglior Flip book
Premio miglior Libro in movimento
Premio Libro Curioso
Premi Oggetto Sensibile

Termine: I libri si dovranno consegnare, personalmente o via posta, non oltre il 28 febbraio 2010 alla Llibreria Abracadabra, C/Gral. Álvarez de Castro 5 - 08003 Barcelona (Tel./fax: 0034 933101410).

Iscrizione: La quota di iscrizione per partecipare all’esposizione e al concorso, è di 10 euro, per la gestione dell’evento e la pubblicità dello stesso, da pagare con vaglia postale o versamento bancario o personalmente alla libreria Abracadabra.

La decisione della giuria riguardo ai premi e i libri selezionati per l’esposizione si farà pubblica durante marzo 2010 nella web di Abracadabra e nel blog Il Bosco Blu.

Giuria: La giuria sarà formata da professionisti e esperti del mondo dell’illustrazione e del libro d’artista.

Durante maggio 2010 si inaugurerà l’esposizione nella Libreria Abracadabra durante la quale avverrà la premiazione dei libri selezionati dalla giuria.

Le opere premiate e i libri selezionati rimarranno in esposizione presso la libreria Abracadabra durante un mese.
La spedizione delle opere sarà a carico degli autori, cosí come la sua restituzione. Si raccomanda l’utilizzo di un imballaggio riutilizzabile per la fase di restituzione.
L’organizzazione non si fa responsabile di eventuali furti, rotture o perdite che possano verificarsi durante l’invio, l’esposizione e la restituzione.
La partecipazione all’esposizione comporta l’accettazione del presente bando di concorso.

Per ulteriori informazioni o dubbi puoi scrivere a: ilboscoblu@gmail.com o chiamare il numero +34 687 797870 (Roberta).

Barcelona, settembre 2009
Organizzato da:
Roberta Bridda www.ilboscoblu.blogspot.com
Ricardo Rendon www.abracadabrallibres.es
Ignasi Blanch www.ignasiblanch.cat


Web di libri in movimento, la sua storia ed esempi per imparare a realizzarli:

www.flipbook.info
www.popupbooks.com
www.robertsabuda.com/popmakesimple.asp
www.library.unt.edu/rarebooks/exhibits/popup2/
http://librospopup.blogspot.com/

domingo, 25 de octubre de 2009

Expo de il·lustracions al Pati dels llibres, Sant Cugat


Nova exposició
Inauguració el 07.11.09 a les 12 hamb espectacle d'animació musical y narració d'un conte amb originals de Valentí Gubianas.
Fins al 07.01.10
Art destinat a nens i joves L’espai d’art del Pati de llibres creix.
Inaugurem l’exposició amb venda d’originals de Valentí Gubianas que podreu visitar del 07 de novembre al 07 de gener.
Alhora, ampliem la proposta artística i durant els mateixos mesos d’hivern oferim una mostra col•lectiva amb 5 originals d’il•lustració a la venda dels il•lustradors/res següents: Javier Andrada, Ricard Aranda, Marta Balaguer, Ignasi Blanch, Roberta Bridda, Mariona Cabassa, Mercè Canals, Arianne Faber, Àfrica Fanlo, Lluís Farré, Alba Garcia Puig, Àgata Gil Capeta, Roberta Gorni, Christian Inaraja, Cristina Losantos, Rebeca Luciani, Xavier Salomó.

martes, 20 de octubre de 2009

expo de libros de artista Manresa 2009

US CONVIDEM A TOTS, A UNA NOVA EXPO DE MORENO&SORIA I LA SEVA BIBLIOTECA IMAGINARIA, PLENA DE LLIBRES D'ARTISTA I MOOOOLT INTERESSANT!!!

Como Pedro por mi casa 2009


Celebración de las II Jornadas de Creación en Ilustración TACCA 09


Celebración de las II Jornadas de Creación en Ilustración TACCA 09, el 23 de octubre del 2009 en el Centre de Cultura Contemporània de Barcelona (CCCB).




jueves, 4 de junio de 2009

EXPO D'EDICIONS EXPERIMENTALS a la Escola Massana

Imatges de la nostra expo per final de curs:
L' experiència de l'auto edició es revela com una eina didàctica fonamental per a aprendre a treballar amb dos aspectes cabdals de qualsevol recerca artística personal com són l'intuició i la programació. En aquesta exposició es presenten treballs d'edició de grups diferents d' alumnes de la Massana per edats i per estudis. Són els cursos de Edicions experimentals del Programa Massana Permanent (Roberta Bridda, Arcangela Regis, Takeshi Mitomiya, Elena Gascón), Taller obert d'enquadernació i llibre il·lustrat de primer de Batxillerat i Taller obert d'Enquadernació de Graduat (Elena Gascón) i Tècniques d'Ilustració del primer curs del Cicle Formatiu (Romà Arranz, Elena Gascón).

Aquí tens el folleto de la expo que es pot plegar com una petita edició. Pots imprimir aquestes imatges doble cara, plegar i aprendre aquesta manera de fer un petit llibret. (disseny i text de Roberta Bridda)






LIBROS DE ARTISTA con tema: México en España


LIBROS DE ARTISTA con tema: México en España
Podrán participar artistas del mundo entero , dando su visión particular sobre el tema: México en España.
Se busca la mirada extranjera que observa desde afuera y el destello del mejican@ que desde la lejanía recuerda.
Los que deseen participar deberán mandar:
-fotos digitales de su o sus libros de artista sobre el tema anteriormente citado
-titulo de la o las obras (máximo dos)
-breve currículum
-reseña sobre el tema sugerido
La exposición se realizará en la Facultad de Bellas Artes de Madrid del 14 de septiembre al 2 de octubre de 2009.
Las obras seleccionadas serán expuestas acompañando otra exposición de obras de artistas mejicanos residentes en su país de origen.
La intención es enriquecer el tema: México, utilizando varios puntos de vista.
Los artistas interesados podrán mandar su documentación y hacer las preguntas pertinentes, al correo electrónico:
mexico.espana@gmail.com a nombre de Jim Lorena
Añadido En vista de que algunas personas se despistan (con razón) a causa del título de la convocatoria, voy a explicarla mejor. El título es un título general de un evento mayor que se celebrará en Madrid. Lo que se pretende con la convocatoria es dar una visión de México desde México pensando en alguna posible unión con España, o una mirada desde le lejanía sobre México con algún destello hacia España. En realidad es un pretexto para celebrar el bicentenario de la independencia de México, con libro de artista, en España. Es una convocatoria internacional para ampliar así, los diversos puntos de vista sobre la cuestión.
Fecha límite de envío de documentación: 1 de agosto
Las fechas de envío de las obras físicas, así como el lugar donde mandarlas, no están concretados con exactitud todavía.